Coltivazione

L’area di interesse ricade nella zona Sud della provincia di Frosinone. La zona, comprende alcuni comuni della “Valle di Comino”che sono: Atina, Casalattico, Casalvieri, Gallinaro, Picinisco, Villa Latina. Il territorio effettivamente vocato alla coltivazione del fagiolo cannellino si estende per una superficie complessiva di circa 1.500 ettari, si sviluppa nelle zone adiacenti il fiume Melfa, per circa 11 km, ed il torrente Mollarino per circa 9 km in terreni golenali e vallivi.

Il terreno, l'acqua, il microclima, i semi perfettamente adattati all'ambiente pedoclimatico, ed il tipo di coltivazione, che non richiede fertilizzanti chimici od organici, conferiscono al prodotto un sapore unico.

L'ambiente pedoclimatico rende le varietà utilizzate più rustiche e quindi più resistenti e sufficientemente refrattarie a patologie degenerative del fagiolo, non è necessario l'uso di antiparassitari e diserbanti di sintesi chimica quasi sempre nocivi all'humus naturale del terreno e alla salute del consumatore.

Il non utilizzo di fertilizzanti ed antiparassitari, per tanti anni, ha senz’altro contribuito a mantenere soddisfacente le condizioni dei terreni.

In tutta questa zona è presente la coltura del fagiolo cannellino che assume un significato storico-culturale oltre che economico, caratteristico del prodotto tipico.

La tipologia delle imprese agricole è per lo più costituita da aziende a conduzione familiare, con superfici massime comprese tra 4 - 8 ha.

 

Tecnica di coltivazione

(Sunto dalla proposta di Disciplinare di produzione  Denominazione di Origine Protetta del "Cannellino di Atina" dell'A.R.S.I.A.L.)

 

L'ultima decade di giugno è il periodo di semina canonico per il fagiolo cannellino. É necessaria un'accurata preparazione del letto di semina con aratura o vangatura della profondità di 35-45 cm. Il fagiolo "Cannellino di Atina" è una coltura estiva di seconda raccolta impiantata in successione ad una graminacea autunno-vernina e non viene mai ripetuta su se stessa. I semi devono essere posti alla base del solco ad una profondità media di 5-6 cm, la distanza tra le file è di circa 50 cm.  e di 5-6 cm sulla fila.

Ha modeste esigenze idriche e dopo la fioritura non necessita di elevata umidità del terreno, predilige clima secco per la maturazione.

Il fabbisogno idrico del fagiolo deve essere comunque garantito dall'irrigazione  delle caratteristiche acque fredde del fiume Melfa, del torrente Mollarino e dei loro affluenti. Per evitare lo stress termico è opportuno irrigare nelle ore notturne o al mattino presto. Particolarmente importante la prima irrigazione praticata dopo la germinazione quando la piantina tende ad appassire. Le successive irrigazioni vengono effettuate con scadenza di 5-8 giorni.

La coltura non necessita di alcuna concimazione, questa potrà giovarsi dei residui della concimazione, molto oculata, praticata per la coltura che la precede in rotazione.

Il "Cannellino di Atina" ha una maturazione scalare, pertanto la raccolta sarà dilazionata nel tempo estirpando le piante già mature. Il periodo di raccolta viene eseguita a fine settembre, inizio di ottobre.

Le piante estirpate ancora a mano, si aggregano in mazzetti che devono essere appesi sotto le tettoie, aperte, ben ventilate e in un ambiente asciutto fino al completamento della maturazione che avviene in 15-20 giorni. Terminata questa fase si procede alla trebbiatura infine sono cerniti e conservati in sacchi o confezionati. La cernita, anche questa fatta manualmente, serve ad eliminare le impurità e i semi macchiati, solo per questa operazione non si supera una produzione oraria di 3 kg/h.
Difficilmente si riesce ad ottenere una resa superiore ai 15 q.li/ha.